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la campagna elettorale a suon di video

Video utilizzati in campagna elettorale: quali funzionano e perchè

Tutti i partiti hanno realizzato un video elettorale

Chiunque stia leggendo questo articolo immagino sia letteralmente sommerso di pubblicità elettorale sotto ogni forma: spot radio, volantini, video, poster, etc.

Poi in alcuni luoghi si combinano elezioni  politiche a regionali ed è il disastro.

Noi cittadini subiamo tutto questo come “un’invasione” ma il politico come fa a contraddistinguersi? 

Ve ne mostro qualcuno:

 

 

 

 

Un tempo le guerre elettorali si combattevano per le strade e più in particolare sui muri delle nostre città.

Cartelloni (quasi sempre abusivi) strappati e coperti continuamente.

Oggi invece la sfida elettorale si celebra sul web. Per esempio su youtube se cercate il video di un candidato molto probabilmente nei secondi pubblicitari vi verrà proposto il video di un altro candidato (che però non risulta come uno spot elettorale).

La guerra all’ultimo video è questa la nuova frontiera della campagna elettorale per il 4 marzo.

 

 

Ho provato a mettere insieme diversi video ufficiali della campagna elettorale del 4 marzo.

C’è chi ha sviluppato una sceneggiatura, chi ha messo il candidato davanti a una telecamera per recitare le parole chiave del proprio partito.

Ma quali contenuti arrivano davvero a tutti noi?

Una regola del web i nostri candidati sembrano averla compresa bene: i tempi del web sono veloci, lo spot più lungo è quello della Bonino che dura 2 minuti e mezzo.

 

E ancora..non so se qualcuno di voi ha visto il video contest lanciato da Salvini, dove offriva ai suoi seguaci in cambio di una condivisione un caffè assieme.

L’obiettivo qual è? Attivare condivisioni e quindi moltiplicare le visualizzazioni.

 

Alcuni partiti hanno messo su una propria sceneggiatura come nel caso del PD puntando sul ribaltamento di luoghi comuni negativi;

Molti hanno utilizzato il voice over del candidato che racconta la sua visione del Paese (va forse di moda?);

altri ancora puntano molto sull’immagine del candidato premier.

Non voglio parlare di politica e farla soprattutto, qui parliamo di comunicazione politica che è diversa.

 

Il linguaggio 

Osservate il linguaggio scelto, è sempre positivo (ognuno di loro dice: se voti noi, ti sveglierai in un’Italia migliore).

Il target

Guardate bene questi spot, alcuni di questi parlano ad un target elettorale preciso. Quindi lo spot è pensato in funzione dell’elettorato già targettizzato.

La musica 

Un ingrediente presente in molti video, vedrete stili musicali diversi, chi sceglie una musica epica e chi una musica allegra. C’è chi non la mette proprio, come Emma Bonino.

Sono scelte stilistiche, ma non solo.

In questi giorni mi sono divertita a vedere tanti spot, anche di singoli candidati e mi ha fatto molto ridere sentir parlare tutti di cultura e poi usare musiche tutelate da copyright impropriamente come colonna sonora.

Ma questa è una mia deformazione professionale.

 

Questa campagna elettorale ci ha dimostrato come il web abbia sostituito i muri delle nostre città. La televisione è ancora fondamentale ma nessun candidato sembra aver trascurato il mondo digitale.

Al di là degli stili legittimamente diversi, è importante ricordare che il video diventa una leva efficace di comunicazione se viene fatta in un certo modo.

In un contesto di così grande concorrenza fa certamente la differenza il contenuto e l’idea.

Molti video sono stati fatti perchè andavano fatti..ma non perchè inseriti in un’azione di comunicazione politica ben più articolata.

Chi è il nostro target? E’ fondamentale la definizione dell’utente finale del video. Dire “tutti” significa molto spesso “niente”.

Il video va pensato non come una cosa a sè stante, ma come una parte importante di un’azione di comunicazione.

Non può essere distante dagli obiettivi di comunicazione, non può essere pensato a priori dal nostro target elettorale.

Non si fa un video perchè va fatto

Facciamo un esempio, se il mio target elettorale è composto per lo più da giovani è inutile usare un linguaggio istituzionale per il mio spot. Non li andrò a “colpire”.

Il mio video elettorale dovrà parlare la lingua di chi lo guarda, dovrà trattare i contenuti che interessano al nostro target.

Chi ci sostiene si aspetta da noi certi contenuti, certi linguaggi, certe parole chiavi.

 

Cari amici a sentir loro il 5 marzo ci sveglieremo in un Paese migliore, al di là del vincitore..

 

Giulia Morello

CEO Officine GM

 

 

 

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