Ci sono storie che raccontiamo una volta e storie alle quali continuiamo a tornare perché, nel frattempo, continuano a porci domande.
Per me quella di Pippa Bacca appartiene alla seconda categoria.
Il 19 settembre porterò a Genova, nell’ambito del Festival Quarto Pianeta, il concerto-reading Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!, nato dal libro che ho dedicato alla sua vita, alla sua ricerca artistica e al suo ultimo viaggio.
Sarà un nuovo passaggio di un percorso iniziato molti anni fa e che dalla scrittura è progressivamente diventato parola pronunciata, musica e incontro con il pubblico.
Dalla ricerca alla scena
Quando ho iniziato a lavorare alla storia di Pippa Bacca non la conoscevo personalmente.
L’avevo conosciuta, come molte persone, attraverso la notizia della sua morte.
Ma proprio quella narrazione mi era sembrata incompleta.
Si parlava moltissimo di come fosse morta e troppo poco di chi fosse stata, della sua ricerca artistica, del significato delle sue azioni e della visione che aveva portato dentro Brides on Tour, il viaggio-performance intrapreso nel 2008 vestita da sposa attraverso Paesi attraversati da conflitti.
Da quella domanda è nato un lungo lavoro di ricerca e di incontro con la sua famiglia e con le persone che l’avevano conosciuta.
Poi è arrivato il libro.
Molti anni dopo, quella storia ha chiesto una nuova forma.
Perché un concerto-reading
Trasformare il libro in uno spettacolo non significava semplicemente leggerne alcuni brani accompagnandoli con la musica.
Volevo costruire un linguaggio diverso.
La parola racconta.
La musica apre spazi che la parola non riesce sempre a raggiungere.
Insieme permettono di attraversare la storia di Pippa senza trasformarla in una commemorazione.
È un punto al quale tengo particolarmente.
Lo spettacolo non vuole costruire un monumento a Pippa, ma continuare a far circolare le sue domande, il suo pensiero e quella sua convinzione che l’arte possa attraversare i confini e cambiare il modo in cui guardiamo le persone e il mondo.
Per questo ogni rappresentazione è diversa.
Cambiano i luoghi, cambiano le persone che ascoltano e inevitabilmente cambiano anche le domande che rimangono alla fine.
Parlare di fiducia dopo la violenza
Raccontare oggi la storia di Pippa significa confrontarsi con una contraddizione difficile.
Una donna che aveva deciso di costruire una performance sulla fiducia nell’altro è stata vittima di una violenza estrema.
Ed è anche per questo che, nel tempo, questo spettacolo è diventato per me uno strumento attraverso il quale parlare di libertà femminile, violenza di genere, pace e diritto delle donne a occupare il mondo senza essere considerate responsabili della violenza che possono incontrare.
Genova, una nuova tappa
Il 19 settembre il concerto-reading arriva al Festival Quarto Pianeta di Genova.
Ad introdurre la serata sarà Irene Cerboncini, amica di Pippa Bacca: una presenza che rende questo appuntamento particolarmente prezioso e che crea ancora una volta un ponte tra il racconto che porto sulla scena e la vita reale di Pippa.
Continuare a portare questo lavoro in festival, musei, teatri e spazi culturali significa per me permettere alla sua storia di restare una storia viva.
Non perché debba offrirci una risposta.
Ma perché continua, ancora oggi, a farci una domanda.
Quanto siamo disposti e disposte a credere che un modo diverso di stare nel mondo sia ancora possibile?