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Il Villaggio per la Terra secondo me

Diciamo spesso che il Villaggio per la Terra sia un esperimento sociale, un modo decisamente innovativo di costruire una comunità.

Sono stati giorni intensi, faticosi, emozionanti in cui abbiamo finalmente visto la rappresentazione del lavoro che il gruppo di lavoro porta avanti da circa un anno.

Ognuno dal proprio punto di vista come è giusto che sia. Il mio angolo era l’aspetto culturale e artistico.

Il gruppo di lavoro

gli organizzatori del Villaggio per la Terra

Personalmente ho sempre ritenuto che l’arte, la cultura fossero gli strumenti fondamentali per la costruzione di una società all’altezza di tutti.

L’arte per me non sarà mai solo intrattenimento.

Da qui nasce l’idea della mostra Street Earth 2030 realizzata in collaborazione con l’associazione Up 2 Artists: 17 artisti per raccontare i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Queste opere sono diventate una bellissima mostra a cielo aperto fissata sul palco della Terrazza del Pincio per richiamare all’importanza del raggiungimento dei 17 obiettivi nel minor tempo possibile.

Poi ci sono gli artisti che in una vera e propria maratona si sono alternati sulla Terrazza del Pincio per dare il proprio contributo alla causa ambientale e sociale.

Il concerto per la Terra del 22 aprile con Carmen Consoli, Marina Rei e Paolo Benvegnù, Mirkoeilcane, Eva Pevarello

Dal 25 al 28 aprile si sono poi alternati artisti emergenti insieme ad artisti più affermati nella meravigliosa Terrazza del Pincio. Tutti uniti da un unico obiettivo: dare il proprio contributo alla causa ambientale e sociale.

Poi la meravigliosa campagna #4women4earth, campagna contro la violenza di genere e violenza sul Pianeta che ha trovato una bellissima partecipazione alla Piazza 5 dell’Agenda 2030.

Un’ora al giorno, dal 25 al 28 aprile, un appuntamento fisso per parlare di donne e resilienza con più di 20 ospiti.

Persone diverse, ruoli diversi, storie diverse si sono seduti attorno allo stesso tavolo non solo per raccontarsi ma anche per ascoltare. Un autentico momento di scambio condotto insieme a Lucia Bendia e coordinato con Gabriella Marino.

A parlare con noi la giudice Paola Di Nicola, la giornalista Luisa Betti Dakli, Miriana Trevisan, il regista Fernando Muraca, Elio Lo Cascio con il progetto Lisca Bianca, Angela Buanne mamma di Livia Barbato, Graziella Viviano mamma di Elena Aubry, Yaneth Alvarez byker colombiana che gira il mondo per dire no alla violenza sulle donne, Ilaria Canali rappresentante della rete nazionale donne in cammino, Caterina Mazzella Presidente nazionale di FIDAPA, Stefania Benatti Direttore Fondazione Marche Cultura, la sociologa Katiuscia Karnà, Maria Esposito madre di Vincenzo Ruggiero, Rodolfo Mesaroli portavoce di Civico Zero, l’artista Daniela Papadia con il bellissimo progetto Il Filo dell’Alleanza, il regista Francesco Miccichè, Daniela Spada e il suo Pesce d’Aprile, Annamaria Nassisi che ci ha parlato delle donne dello spazio e Simona Rossitto autrice dell’e book #hodettono

Donne e uomini che hanno saputo emozionarci e regalarci un po’ del proprio tempo e delle proprie storie.

Quel che è emerso in maniera piuttosto chiara è che il raggiungimento dell’obiettivo 5 sia legato a un profondo cambiamento culturale.

Ecco perchè tengo molto alla parola cultura: in questa parola è racchiuso il nostro futuro.

Il passato non si cambia, ma il futuro si.

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